LUI ENTRA IN CASA e la saluta appena. Non si ricorda della visita medica che lei aveva in programma. Lei glielo fa notare, e a poco serve l’abbraccio freddo e non proprio spontaneo di lui. In un’altra scena lei è sempre al telefonino, incapace di lasciare le tensioni e occupazioni di una vita
In carriera fuori dall’uscio di casa.Lui prova a intavolare una conversazione, ma non sembra esserci spazio per parlare. E poi c’è la terza situazione: si tratta della classica suocera che “comanda”, provocando un profondo disagio nel matrimonio di figlio e nuora. Coppie a un passo dalla crisi, coppie che credono di esserne lontane ma presentano già, evidenti, le crepe di un amore messo a dura prova dal tempo o dalla quotidianità. A Genova c’è un’associazione, laica ma di ispirazione cattolica, che per promuovere l’autodiagnosi della coppia e prevenire divorzi e separazioni s’è inventata la webfiction teatrale. Per la prima volta in Italia ieri alcuni attori (Massimo Malagugini e Mirella Maselli) e un’affermata psicologa psicoterapeuta (Alessandra Lancellotti) hanno mostrato, in diretta webtv, come comportarsi tra coniugi, invitando a comprendere quante differenze ci possano essere nel modo di porsi e nei comportamenti. Ad assistere a questo esperimento,
ieri, centinaia di coppie collegate da tutta Italia. «L’evento, unico nel suo genere perché unisce conferenza e spettacolo e si avvale dello strumento di internet per arrivare a quanti più possibile,
si inserisce nella nostra campagna per la promozione dell’unità familiare e la crisi di coppia spiega Aldo Delfino, presidente di Aiuto Famiglia Onlus invitiamo le persone a non aspettare di avvicinarsi al punto di non ritorno prima di chiedere aiuto. Capirsi, e arrivare a chiedere
aiuto, può essere l’unico modo per evitare future e irrimediabili fratture».
Quaranta iscritti, 15 volontari che costantemente svolgono consulenze e incontri, tre centri in luoghi strategici della città, “Aiuto Famiglia” risponde quotidianamente a ogni questione. Si tratta di migliaia di persone, decine di telefonate e email ogni giorno. Chi telefona può parlare già
dal primo colloquio con la persona più indicata,potendo anche scegliere se confrontarsi con un uomo o una donna. Molte volte, però, quasi tutto avviene via etere. Al confessionale laico dell’associazione si accostano in molti e in molti chiedono aiuto. Per salvare le sorti di un matrimonio in crisi, per chiedere come risolvere il rapporto difficile con i figli,per capire
come arrivare alla fine del mese. Questa, tra l’altro,è una delle uniche associazioni alle quali la Chiesa ha concesso di parlare di sessualità. Resisi conto della situazione e di quanto bisogno ci sia di fare prevenzione, quelli di Aiuto Famiglia hanno lanciato una serie di iniziative e campagne di sensibilizzazione. La più originale è andata in scena ieri a San Gottardo, in Valbisagno.
“Scene da un matrimonio, capire e interpretare il non detto” si presenta come uno spettacolo teatrale, ma è molto di più. Tre le situazioni proposte dagli attori. Alla fine di ognuna, la
psicoterapeuta sottolinea i comportamenti sbagliati durante la conversazione, soffermandosi soprattutto sugli atteggiamenti del corpo, che molto più di ogni altro fattore influisce sulla riuscita o meno del dialogo. A questo punto gli attori rientrano in scena, e mostrano come si sarebbe
meglio potuto evitare un litigio o un confronto accesso con tanto di amaro in bocca finale. A intervallare il tutto violino e organo suonati da Massimo Di Francisca e Fabio Francia. «La comunicazione si fa sempre di più col corpo spiega Alessandra Lancellotti, che della webfiction
è anche autrice assieme a Malagugini. Il nostro corpo, come si pone, passa nella mente dell’altro più di ogni parola. È stato scientificamente dimostrato che la significatività dello sguardo, l’intenzione amorevole o distaccata, la postura, colpiscono positivamente o negativamente il nostro cervello.E allora dobbiamo imparare a decodificare qualsiasi segnale che l’altro ci dà. Possiamo chiamarle pillole di felicità corporale. Felicità che si può spegnere o accendere con un gesto».
Fare il checkup della coppia come si fa quello dell’auto. «È importante farlo prima che succeda l’irreparabile », dice Lancellotti. Ieri sera, alla fine dello spettacolo, a ciascuna coppia
è stato consegnato un questionario sul quale fare la propria autodiagnosi. Capire di avere problemi è il primo passo per uscirne. Per chi si è perso l’evento, sul sito www.aiutofamiglia.it verrà nei prossimi giorni caricato il video della serata.
In alternativa si potrà capire come affrontare i problemi di coppia rivolgendosi direttamente
Ad AiutoFamiglia via email (ascolto@aiutofamiglia. it) o via cellulare (339.70.400.50).

Daniele Grillo

Il Secolo XIX. 25 ottobre 2009

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