REGALI DI NATALE IL BOOM DEL RICICLO

Una pratica che una volta era di cattivo gusto rivalutata per ragioni economiche e culturali

ALESSANDRA Lancellotti, psicoterapeuta della coppia e della famiglia, sostiene che il regalo spontaneo è «un’espressione amorosa, e allora ben venga il riciclo perché il donatore reinventa quello che ha». Nessun ripiego, assicura la psicoterapeuta, anzi: ci si appella alla fantasia, «non si sciupa niente ed è un modo per tirar fuori il proprio passato dal cassetto». Riciclare fa bene: è un regalo agli altri e a se stessi. Quest’anno il riciclo promette di far registrare un boom senza precedenti, con 88 mila doni natalizi che saranno messi all’asta su E-bay. Lo rivela un’indagine di Research International che spiega come saranno ben 25 milioni i regali non utilizzati, con il 68% degli italiani che si limiterà ad affastellarli in cantina o nel box. I doni meno graditi? Maglioni, cravatte e pigiami.

Sul web si moltiplicano naturalmente i siti consacrati al riciclo, e le operazioni fervono già da almeno 15 giorni. La Liguria e Genova non sono da meno. A Savona opera un gruppo di freecycle network, una rete attraverso la quale si realizzano scambi gratuiti. A Genova sarà inaugurata il 5 gennaio la Fabbrica del riciclo, denaro devoluto all’Unicef e ritiro di mobili ritirati dalle isole ecologiche. A Macelli di Soziglia prospera l’Attaccapanni, un laboratorio capace di coniugare impresa e solidarietà.

Anche secondo il Codacons il Natale 2007 sarà caratterizzato dal riciclo, e anche il Codacons invita a ragionare: «Non serve a niente spendere. Il regalo migliore è il pensiero giusto», e allora perché escludere di averlo già in casa?
«Bisogna azzeccare il gusto della persona, non mettere in mostra il proprio denaro con profumi costosi o cravatte in seta». Secondo l’associazione dei consumatori i doni meno graditi sono i soprammobili, i profumi, le cravatte, i libri, le candele
e le tovaglie di Babbo Natale, le presine, gli strofinacci, i sottobicchieri e i portatovaglioli. Ma quello che nessun beneficato natilizio sarebbe più disposto a sopportare, secondo gli stessi ricercatori, sarebbero le pantofole.

Atterriti dall’idea che il riciclo diventi addirittura un costume nazionale sono i negozianti, naturalmente: nei primi 11 mesi del 2007 le vendite hanno subito una contrazione trail5eill5per cento, mai dati che fanno pensare sono quelli assoluti.
Nel 2002 spendevamo per i regali 217 euro a testa, quest’anno non più di 162. Più o meno il 10% in meno rispetto all’anno scorso, quando gli euro a disposizione erano 178.
A gennaio, in nome del riciclo, saranno organizzate anche numerose manifestazioni in tutta la Liguria (magari in occasione dell’Epifania, che tutte le feste si porta via).
Da registrare un appello del Comieco, il consorzio nazionale recupero e riciclo degli imballaggi a base cellulosica. «Il Comieco – si legge in un comunicato – invita tutti coloro che hanno ricevuto regali graditi oppure no a riciclare le confezioni di carta, cartone e cartoncino. Se ogni italiano destinasse al bidone della carta almeno una confezione di profumo o la scatola vuota dei cioccolatini ricevuti a Natale si ptrebbero recuperare oltre 6000 tonnellate di materiale, la quantità che una delle città più verdi d’italia, come Bolzano, ricicla in un intero anno».

Ancora Alessandra Lancellotti: «Nel riciclo bisogna comunque fare attenzione. Anni fa assistetti a un curioso episodio, con un amico che sottrasse una gioia vecchia e inutilizzata alla moglie per regalarla all’amante. Le due si incontrarono. L’amico perse tutto in un colpo solo».

P. Cr.
Il Secolo XIX, dicembre 2007

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