Contro la pesca illegale a favore dei pesci, del mare, dell’arte e dell’economia. Proprio questa è la battaglia che un pescatore di nome Paolo Fanciulli ha portato avanti già dal 2006 per il mare di fronte ai monti dell’Uccellina dove ha pescato e vissuto da sempre.
La definisco una battaglia perché ciò che sembra normale, ovvero evitare di distruggere l’ambiente marino e con questo la riproduzione dei pesci, normale non è e la pesca cosiddetta “a strascico”  l’ha fatta da padrone per anni, rovinando i fondali e le riserve ittiche non solo in quella parte del Tirreno, ma in diverse e numerose parti della costa italiana.Tuttavia Fanciulli, da capitano coraggioso quale è, ha saputo reagire a questa situazione muovendosi con le autorità e soprattutto impegnandosi personalmente a contrastare queste efferatezze, affrontando e colpendo nei loro interessi coloro che attraverso queste pratiche agivano disonestamente, subendone anche le feroci reazioni, come il rischio di venir escluso dal mercato e di non poter lavorare e continuare la sua attività di pescatore.

La perseveranza di Fanciulli è stata premiata nel momento stesso in cui ha avuto risonanza giornalistica il servizio televisivo prodotto da “Reporter”, che gli ha consentito di lanciare una campagna di investimento per l’installazione di numerosi dissuasori in mare con i contributi di privati per oltre 300.000 euro, azione che ha reso definitivamente protetta quella parte di mare antistante il parco dell’Uccellina in Maremma.Il successo dell’iniziativa ha consentito il ripopolamento ittico del mare, il lancio di una attività di pesca turistica e l’entrata nel mercato degli acquisti solidali e responsabili del pescato, non solo a livello locale ma anche in regioni a forte domanda come la Lombardia.Questo successo, toccabile con mano da chiunque volesse fare una giornata di mare sulle barche del Consorzio Piccola Pesca Monte Argentario, ha stimolato un ulteriore proposito, quello di estendere la zona protetta a tutto il golfo dell’Argentario; per questo motivo, con la semplicità di sempre, sono stati chiamati gli amici e gli appassionati dell’ambiente e del territorio, prospettando l’idea che dal mare si potesse portare giovamento all’intero contesto maremmano e alla sua economia, non solo aumentando la superficie marina protetta, ma proteggendola con…l’arte.

E’ nata cioè l’idea che ad anonimi dissuasori si sostituiscano vere e proprie sculture e,  con il contributo progettuale di due socie di PLEF, Alessandra Lancellotti e Mariella Poli,  esperte d’arte e in particolare della scultura coi marmi delle Alpi Apuane, si sta delineando la possibilità di tracciare un percorso monumentale e paesaggistico dalla costa immersa nella macchia mediterranea, fino agli albori della spiaggia e poi ancora più giù, nei sommersi fondali, grazie alle opere di artisti di fama e di altri giovani emergenti.L’idea fa già parte del progetto che ha dato vita alla costituzione di un comitato  denominato “Una casa per i pesci“, aperto a tutti coloro che in Italia e all’estero  sono intenzionati a contribuire a questo sforzo in piena libertà ed indipendenza , ma con le idee chiare rispetto all’obiettivo fissato, che è quello di arrivare a presentare al pubblico entro maggio tutto ciò che si vuole realizzare: dove, con quali mezzi, in quali tempi e, soprattutto, con quali aspettative. Di ciò assieme a Fanciulli e al suo amico d’infanzia Sabbadini  il comitato ha eletto un consiglio con i rappresentanti del Consorzio Naturalmente Toscana, della Proloco Albarese, dell’Intergas Lombardia , delle aziende turistiche di Talamona e di Planet Life Economy Foundation.

Come al solito l’Italia che si distingue si è già mossa, consapevole che la bellezza di questa iniziativa consiste nell’unire sforzi e risultati tra chi sa pescare e rispetta i pesci, chi s’intende di paesaggi e promuove le bellezze naturali, chi ama l’arte e sa farla fruire, chi ha cura dei valori di un territorio e vuole farli interagire.
Tutto ciò porta ad avere più pesce e di miglior qualità, più futuro per i pescatori, più lavoro per gli artisti e gli artigiani, più attrattiva per i turisti, più benessere nel territorio e, sorpresa, anche più delfini, che con la loro presenza testimoniano il rigenerarsi della vita marina, rigenerarsi  che, con la nuova fase della casa dei pesci, ci si propone di portare nell’economia di tutta la Maremma.
E se un domani di Fanciulli ce ne fossero in tutta Italia, allora forse si riuscirebbe a fare più sviluppo con la pesca legale e con l’arte che con faticose ed anonime manovre.
E’ proprio vero,  il nome è un programma: “Fanciulli di tutto il mondo unitevi!”

Emanuela Plata

Affari Italiani, 12 aprile 2012

 

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Alessandra Lancellotti psicologa della salute e delle organizzazioni, corporate e life coachLe donne negli ultimi 30 anni Alessandra Lancellotti psicologo life coach psicoterapeuta